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Nella prima parte dell’articolo ci eravamo lasciati sull’importanza del tempo, anche di quello on-line, e del fatto che ce ne sia uno limitato e concordato insieme, tra genitori e figli adolescenti, come in una sorta di contratto.

Vediamo ora qualche altro piccolo spunto:

Alternative per il tempo libero

Può risultare utile aiutare i figli a individuare attività di svago alternative, da fare con i loro amici oppure insieme, tenendo conto della loro età e dei loro interessi, sostenendoli nel comprendere come i due mondi, reale e virtuale, possano coesistere senza annullarsi l’uno nell’altro. In questo modo l’uno può addirittura diventare arricchimento per l’altro e viceversa. 

Evitare interruzioni brusche

Ovvero, prima di agire bruscamente è opportuno valutare la situazione con obiettività. La reazione brusca come il togliere la spina alla console, spesso non è una buona soluzione, soprattutto perché è basata più su un senso di frustrazione e impotenza del genitore, che sull’idea di un’efficacia a lungo termine del gesto. Infatti, solitamente queste attivano sentimenti di rabbia ed escalation conflittuali che in fin dei conti non portano a nulla. 

Prima di prendere una decisione così drastica che va a violarli e a ledere il rapporto genitore-figlio, è bene fermarsi e valutare se è veramente il caso o meno. In virtù della fiducia e della collaborazione reciproca, sono soluzioni da non adottare con leggerezza; un nuovo gioco tutto da conoscere, il giorno del compleanno, un giorno di vacanza, sono esempi di situazioni in cui è possibile giungere a compromessi che rompono un po’gli schemi abituali concordati, ma sempre in termini di eccezione.

E i sequestri?

Così come per le interruzioni brusche, anche i sequestri della console solitamente non danno nessun particolare vantaggio, non certo a lungo termine. Oltre a quanto già detto poco sopra, per quanto possa non essere semplice da comprendere per l’adulto, si tratta di punizioni emotivamente pesanti, proprio perché intaccano uno strumento che spesso ha grosse funzioni regolatorie nella vita del figlio, sul piano sociale (è uno strumento di socializzazione, paradossalmente, a tutti gli effetti ormai) ed emotivo (funge da canale di scarico delle tensioni).

Probabilmente molti genitori avranno sperimentato che con il sequestro e con le minacce non si recupera il ruolo e l’autorevolezza genitoriale; non si ottiene il rispetto, forse l’obbedienza, ma è un’obbedienza dettata solo dalla paura, non dalla comprensione di ciò che è stato fatto. Il dialogo e l’apertura al compromesso, a prendere proprio figlio davvero come un interlocutore capace, sono il metodo più efficace per ottenere altrettanto ascolto e accettazione in cambio. 

Cogliere il disagio

La presenza genitoriale, l’interessamento e il dialogo consentono anche di cogliere eventuali campanelli di allarme. Il ritrovarsi spesso a ricorrere alle maniere forti per esempio può essere indice di un disagio celato nel figlio, sotto un rapporto morboso e compulsivo con il virtuale, dove questi diventa una sorta di attraente rifugio. Se si hanno dei dubbi in questo senso è bene cercare di aprire un dialogo con il ragazzo, che vada oltre il mero comportamento di abuso del gioco, ma che si interessi a lui a tutto tondo.

Se ve lo siete perso, leggete anche l’articolo precedente riguardo allo stesso tema.

Dott.ssa Alessandra Micheloni