I due fratelli si svegliarono. La giornata era uggiosa e una pesante bruma era calata sulla foresta. Il vecchio era già in piedi e, seduto sotto la fronda rigogliosa di un pino, preparava la colazione. Jacob e Wilhelm si raccolsero intorno al tepore del fuoco avvolgendosi in un pesante mantello per combattere freddo e umidità. Pensavano entrambi al racconto, alla storia, alla fiaba di quell’uomo.

“Vi siete svegliati appena in tempo ragazzi. Forza! Venite a mangiare!”

Il cibo era caldo e saporito ma non riuscivano a scuotersi di dosso le molte domande che ronzavano nelle loro teste dalla precedente sera.

“Potresti concludere il discorso di stanotte, vecchio?” esordì Jacob senza alcun preavviso.

“Il discorso può apparire complesso, soprattutto di prima mattina” la risposta gentile ai modi poco garbati del ragazzo non tardò ad arrivare. Sorrise davanti alla curiosità dei suoi ospiti.

“Siamo pronti e il tempo ci impedisce di proseguire il nostro viaggio per oggi” dissero i due stringendosi al fuoco.

“Va bene, ragazzi” disse il vecchio sfregandosi le mani.

“Se ci pensate, quando ascoltate una storia, in qualche modo cambiate il vostro punto vista, vi immedesimate e vivete ciò che viene narrato. Ma potete fare molto di più. Potete dare un giudizio sulle azioni dei personaggi, potete mettervi in gioco personalmente parteggiando per l’uno o per l’altro e potete riflettere su cosa avreste fatto voi al loro posto. Ognuno di noi è il più grande esperto di se stesso e può effettuare una sorta di sogno ad occhi aperti in cui, vivendo personalmente quanto accade, rielabora e costruisce le sue migliori possibilità di azione. Questo permette di preparare, immagazzinare e possedere un enorme insieme di competenze pronte per essere usate senza sforzo nel momento del bisogno. L’immaginazione ci fornisce, quindi, un grande vantaggio. Se ci pensate ogni fiaba, ogni storia e ogni racconto sono un grande mezzo per potenziare queste nostre capacità.”

I giovani rimasero in silenzio per alcuni minuti. Dovevano elaborare ciò che avevano ascoltato.

Sorseggiando un caldo infuso aromatizzato, il vecchio proseguì.

“Non dovete, però, commettere l’enorme errore di pensare che queste soluzioni abbiano un successo assicurato o che quanto avete fantasticato si realizzi sistematicamente. Potranno cambiare elementi particolari o intere parti di quanto avete pensato.Potranno esserci conseguenze diverse. Insomma, i vostri piani potrebbero essere inefficaci. Potrete sbagliare.”

Wilhelm, dall’alto dei suoi 16 anni, esternò tutta la sua frustrazione. “Ma allora tutto quello che ci hai detto non ha senso? Non avremo mai la certezza che quanto vissuto con la nostra immaginazione o che gli insegnamenti delle storie funzioneranno!”

Ancora una volta quell’uomo incontrato per sbaglio prese la parola con sicurezza e calore.”Non possiamo avere il controllo sul futuro, a prescindere da quanto ci affanniamo, ne possiamo pensare di trovare una soluzione funzionante per ogni problema che incontreremo. Quello che possiamo fare, però, è fornirci di un insieme di buoni strumenti, il più possibile duttili, per affrontare il nostro viaggio nel mondo e portare avanti la nostra storia.”

Poi, proprio nel momento in cui Wilhelm stava per ribattere, quello strano signore aggiunse: “Ma ogni racconto è molto più che un semplice insegnamento. Pensateci bene! Voi siete una fiaba! Voi siete una storia e d’altro canto anche io lo sono. Ora, anche il nostro incontro entrerà a fare parte di questi nostri racconti in qualche modo modificandoci, in qualche modo unendoci.”

Ai due cadde il cucchiaio di mano. “Cosa diavolo stava dicendo quest’uomo, era forse pazzo? Si stava prendendo gioco di loro?” pensarono all’unisono.

Orioli Alessandro A.