Rendere cosciente e consapevole il ragazzo del funzionamento della propria mente è il primo passo verso “la svolta”. Questo permette di “trasformare la rabbia (dettata dalla perenne frustrazione) in grinta e il limite in talento”! Dopo aver compreso che la propria mente funziona in modo prettamente “destro”, non verbale, non lineare e memorizzando senza “cassetti”, il ragazzo solitamente riesce a non colpevolizzarsi più, a non sentirsi più “stupido”, senza capacità o “menefreghista”. Comprende finalmente che tutte le sue vane fatiche sono state tali unicamente perché  cercava di adeguarsi al mondo sinistro, cercava di aderire allo “schema” richiesto dalla società. Adesso invece può sentirsi “unico”, non diverso: anche perché ognuno di noi è unico se consideriamo il fatto che , in fondo, siamo tutti diversi l’uno dall’altro. L’autostima aumenta, la motivazione (che è il motore di ogni successo) affiora, la determinazione ritorna, questa volta guidata da nuove linee guida, nuove strade da perseguire: più “destre”, più visive, più colorate, più intuitive, più olistiche.

La seconda cosa importante da strutturare, quindi, è un nuovo metodo di studio, un nuovo approccio al testo, una nuova modalità di apprendere e memorizzare.

Il potenziamento cognitivo si basa sui principi della mente destra: aiuta chi è DSA a trovare il proprio talento e, partendo proprio da esso, a favorire l’emisfero sinistro (attraverso il corpo calloso che li congiunge); aiuta altresì chi non è DSA ad “arricchire” il proprio talento verbale – sinistro con le immagini e le associazioni destre, che rendono la memorizzazione e la comprensione stessa assai più proficue, profonde e durature.

I principi che vengono veicolati nel percorso di potenziamento cognitivo sono:

  • il principio visivo: immagini, colori collegati in modo logico-intuitivo, colori legati alla cornice del “chi, dove, quando”. Il focus visivo può essere associato sia ai contenuti concreti, sia ai contenuti astratti, che alla struttura
  • il principio associativo: la memoria viene strategicamente indirizzata attraverso le associazioni logiche di tipo semantico (legate al significato), fonologico (legate al suono, soprattutto per le lingue straniere) e formale (legate alla forma delle parole)
  • il principio dei blocchi: suddivisione delle nozioni apprese in “cassetti” (non dettagliati e sofisticati come quelli dell’armadio sinistro, ma categoriali); in questo modo l’emisfero destro, che di natura funziona come un armadio senza cassetto alcuno, potrà strutturare alcune categorie logiche, che gli permetteranno di “afferrare” i concetti richiesti con più agio nella codifica e nel recupero, senza far “volare via” tutte le idee e le immagini che in un solo istante si accumulano nella mente DSA (da 400 a 2000 immagini). Oltre che estremamente potente, così, l’emisfero destro potrà diventare anche più efficiente ed ottimale

Il potenziamento cognitivo, inoltre, permette di aumentare il quoziente intellettivo di ognuno di noi.

È possibile svolgere il potenziamento cognitivo nel momento in cui nel ragazzino compare il pensiero astratto (perché il percorso di Potenziamento si fonda proprio sulla “consapevolezza” dei processi e dei meccanismi cognitivi della mente), quindi intorno ai 10-11 anni; in questo periodo i percorsi dapprima di psicomotricità e poi di logopedia diventano sterili, anche per via di una diminuzione della motivazione dei bambini ai giochi e agli esercizi proposti, oltre che della plasticità cerebrale stessa. Questi ultimi due percorsi citati, invece, sono atti proprio alla riabilitazione dei meccanismi di letto-scrittura e calcolo (gli strumenti), sfruttando al massimo la plasticità cerebrale iniziale, per renderli il più possibile automatizzati (non automatici, poiché gli automatismi non sono recuperabili).

Il potenziamento cognitivo, invece, può essere affrontano anche ad età molto avanzate, proprio perché sfrutta il principio della consapevolezza e del pensiero astratto (che sopraggiunge dopo il pensiero concreto). Un ultimo accorgimento da utilizzare con i DSA e i DSL è l’utilizzo più preponderante del carattere STAMPATELLO MAIUSCOLO (il tipo di carattere digitale più consono è il VERDANA).

Dott.ssa Crivelli Monica

Psicologa, Neuropsicologa, Psicoterapeuta costruttivista