Con il passare del tempo il ruolo della mindfulness, che altro non è che trasposizione laica e occidentalizzata della meditazione buddista, ha acquisito uno spazio sempre più ampio nella pratica psicologica.

Abbiamo sicuramente seguito tutti con apprensione la vicenda dei ragazzi thailandesi intrappolati nella grotta.

Ho sentito spesso dire:

“Ci hanno tenuto col fiato sospeso per giorni”

Proprio quel fiato, quel respiro, invece, potrebbe averli aiutati a tollerare più facilmente la situazione di forte stress.

Come riportato nell’articolo, che l’allenatore, esperto di meditazione buddista, abbia addestrato i ragazzi durante i difficili giorni passati assieme, proprio all’esercizio della respirazione.

I ragazzi estratti dalla grotta, infatti non erano in una situazione di panico o terrore incontrollabile come ci si poteva aspettare.

Rifacendosi alle basi teoriche della meditazione, la mindfulness è stata sfruttata in ambiti molto diversi. Tale pratica permette di ridurre i livelli di stress, di controllare gli stati di ansia e gli stati negativi con effetti davvero tangibili e a breve termine. La mindfulness è alla portata di tutti, si basa sul respiro non richiede doti particolari se non esercizio e pratica costante.

La vicenda della Thailandia, da millenni patria della meditazione buddista, ci offre uno sguardo nuovo su questa pratica millenaria ma attualissima, ancora di più in un mondo che non sa fermarsi con facilità.

Se in pochi giorni e in una situazione limite la meditazione può aver aiutato questi ragazzi, possiamo davvero immaginare le mille applicazioni possibili e gli effetti benefici della pratica della mindfulness.

Laura Vighi