La famiglia è un’entità in continua evoluzione che nel corso della sua storia, si trasforma e si riorganizza affrontando sfide più o meno difficili.  

Oggi ci soffermiamo su una delle sfide più intense e complesse che ci siano: la transizione alla genitorialità.

Perché parliamo di transizione?

Parliamo proprio di transizione perché l’assunzione del ruolo genitoriale non si esaurisce con il mero arrivo del bimbo ma è un lungo percorso ad ostacoli che si compone di diverse sfide che coinvolgono la famiglia su più livelli.

Primo fra tutti consideriamo il livello di coppia. Quest’ultima si trova infatti a far spazio ad nuovo componente della famiglia che, come sappiamo, assorbe moltissime attenzioni e provoca un grande scossone negli equilibri precedentemente stabiliti. Risulta così molto difficile per la coppia concedersi momenti esclusivi poiché essi appaiono completamente assorbiti dal nuovo ruolo genitoriale. E’ quindi molto complesso per i neo genitori lasciare il bebè con i nonni o con una baby sitter per concedersi una serata romantica o qualche momento di esclusività.

Ma è proprio così sbagliato concedersi questi momenti?

In realtà se ci pensiamo lucidamente molte coppie vivono un allontanamento in questa fase che può, nei casi più gravi, condurre ad una separazione.

Non è allora molto meno traumatico per il bambino passare qualche ora in compagnia dei nonni che vivere il rischio di una possibile separazione?

Vista in questa luce probabilmente ci si rende conto dell’importanza di questi spazi esclusivi per la coppia.

Un altro livello da considerare è il rapporto con le famiglie di origine. Anche queste ultime si sentiranno maggiormente coinvolte dall’arrivo del tanto atteso discendente. In queste circostanze aumentano i contatti con le rispettive famiglie e ci si trova a riconsiderare il rapporto con i propri genitori in un’ottica più paritaria, proprio perché si condivide l’esperienza di essere genitori.

A livello educativo i neo genitori dovranno fare i conti con quello che hanno appreso nei rispettivi contesti di crescita. Ognuno porterà nel proprio immaginario di genitore gli aspetti legati alla propria storia familiare cercando di riproporre un proprio metodo di cura.

È però fondamentale che la coppia trovi un compromesso e che i partner riescano a contrattare un proprio modo di essere genitori che sia frutto dell’incastro delle loro esperienze e che contraddistingua una nuova famiglia. La loro famiglia!

Ovviamente, un altro importante mutamento lo subisce l’identità personale. Ogni individuo che diventa genitore include nel ventaglio delle diverse sue identità quella di “genitore”. Questa nuova identità risulterà essere molto più invasiva nella donna che, nella nostra cultura, è la principale fonte di accudimento del bambino, al contrario sarà meno totalizzante per il papà. Studi dimostrano infatti, come l’uomo assuma a pieno la consapevolezza del proprio ruolo genitoriale con l’arrivo del secondo figlio. In questa circostanza viene infatti maggiormente chiamato in causa nell’accudimento dei bambini assumendo quindi una nuova consapevolezza.

Quando poi i figli crescono i genitori hanno il compito di facilitare l’ingresso del bambino in una comunità sociale più allargata  favorendone l’inserimento e selezionando contesti di crescita adatti al bambino.  

Questo però è solo l’inizio del ciclo di vita della famiglia. Quali saranno le prossime fasi e i prossimi compiti di sviluppo che dovrà affrontare?!

Dott.ssa Cristina Cavalli